UGL Telecomunicazioni: la crisi non si arresta con gli ammortizzatori sociali
La crisi che sta attraversando il comparto dei Contact Center non può più essere affrontata come la semplice somma delle difficoltà delle singole aziende. In Puglia sono già diversi i tavoli aperti: Covisian, Konecta, System House e altre realtà presenti sul territorio regionale stanno affrontando i problemi legati alla riduzione dei volumi, alla riorganizzazione dei processi, all'automazione e alle trasformazioni determinate dall'introduzione graduale dell'intelligenza artificiale. Ne sono direttamente coinvolti migliaia di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio ed è urgente fornire una risposta strutturale.
UGL Telecomunicazioni Puglia ribadisce che gli ammortizzatori sociali rappresentano uno strumento fondamentale di tutela del reddito e dell'occupazione. Tuttavia, il rischio è che alimentino un perverso e diabolico circolo vizioso, nel quale la riduzione dei volumi provoca eccedenze di lavoratori con il conseguente ricorso agli ammortizzatori e da lì una nuova dichiarazione di esuberi, una volta terminata la fase di sostegno. Se numerose aziende che operano sul territorio regionale ricorrono contemporaneamente agli strumenti di integrazione salariale significa che a non reggere è l’intero sistema regionale. Le politiche di sostegno non devono diventare strumento per finanziare una progressiva espulsione dal mercato del lavoro.
L'introduzione dell'Intelligenza Artificiale e i nuovi strumenti di automazione stanno modificando profondamente il settore. Francesco Russo, segretario regionale UGL Telecomunicazioni, afferma: «Non siamo contrari all'innovazione, ma all'idea che innovare significhi automaticamente ridurre il capitale umano. Le nuove tecnologie devono essere uno strumento per migliorare il lavoro e la qualità dei servizi, non una scorciatoia per ridurre gli organici». Prima di parlare di esuberi, sono fondamentali la formazione e la riqualificazione professionale, la riconversione delle competenze, la ricollocazione dei lavoratori, lo sviluppo di nuovi servizi e nuove attività, gli investimenti tecnologici e sul capitale umano, la riduzione delle delocalizzazioni, il contrasto al dumping contrattuale e alle gare al massimo ribasso, l’applicazione effettiva delle clausole sociali e il confronto preventivo degli effetti dell'IA sull'organizzazione del lavoro e sull'occupazione.
Ogni posto di lavoro perso, inoltre, significa che una famiglia vede ridursi o venire meno il proprio reddito con minore capacità di spesa. Gli stipendi dei lavoratori alimentano l'economia dei territori: affitti e mutui, acquisti, consumi, attività commerciali, artigiani, professionisti, trasporti, ristorazione e tutte quelle piccole e medie realtà che vivono anche della capacità di spesa di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Perdere occupazione nel settore significa impoverire progressivamente interi territori. Il riferimento non è solo ai lavoratori direttamente coinvolti nelle singole vertenze, perché l'impatto ricade inevitabilmente sull'economia regionale con un devastante effetto domino.
Per UGL Telecomunicazioni è arrivato il momento di superare la logica dei tavoli separati. Le singole vertenze devono continuare a essere affrontate simultaneamente per costruire una strategia complessiva per il futuro del settore nel nostro territorio. Per questo chiede alla Regione Puglia e alle istituzioni competenti di convocare un tavolo regionale permanente sul settore, coinvolgendo organizzazioni sindacali, imprese e soggetti istituzionali. Infatti, occorre avere un quadro preciso delle crisi per conoscere: quanti lavoratori usufruiscano degli ammortizzatori sociali e quanti siano colpiti dagli effetti dell'automazione e dell'IA; quali siano gli investimenti industriali programmati e i percorsi di formazione e riqualificazione; quali siano le prospettive occupazionali al termine degli ammortizzatori e quali siano le politiche necessarie per mantenere in Puglia un lavoro qualificato e stabile.
Russo conclude: «Non possiamo limitarci a finanziare la transizione, ma dobbiamo governarla. La Puglia ha bisogno di innovazione, investimenti e competitività. Ma ha bisogno anche di lavoro stabile, qualificato e dignitoso. Quando si perde un posto di lavoro, non si perde soltanto uno stipendio: si indebolisce una comunità».











Commenti