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“Posaverso 2026”, a Casa Vestita una serata di poesia, musica ed emozioni

Grande successo a Grottaglie per la terza edizione del progetto che intreccia versi, teatro, filosofia e sentimento

05.10.2026 21:14


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Una Casa Vestita gremita in ogni ordine di posto ha accolto la terza edizione di “Posaverso – Canto a due voci”, andata in scena sabato 4 ottobre a Grottaglie. Un autentico sold out per una serata nella quale poesia, musica, teatro, filosofia e arte si sono incontrati dando forma a un racconto capace di coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi differenti.

Protagonisti poetici dell'edizione 2026 sono stati Chiara Cinquepalmi e Paolo Polvani, le cui diverse sensibilità sono diventate il punto di partenza per una nuova composizione scenica. Attorno ai loro versi è stato costruito un percorso fatto di parole, letture, musica e riflessione, secondo quella contaminazione artistica che rappresenta fin dalla nascita il tratto distintivo di Posaverso.

Il progetto porta la firma di Pietro Santagada, Francesco de Geronimo e Cosimo Annicchiarico e, dopo tre anni, conferma la capacità di trasformare l'incontro tra differenti discipline in qualcosa che va oltre la semplice rappresentazione.

A spiegare il significato più profondo del progetto è Pietro Santagada: «La poesia e la musica ci legano alle persone che amiamo e a tutte quelle che hanno attraversato la nostra vita. Posaverso non è solo un progetto di scrittura poetica, ma anche un progetto di valore sentimentale. La sua peculiarità è quella di mettere in relazione due diverse poetiche da cui comporre un canto nuovo, una drammaturgia originale, che racconta l'habitat amoroso ed emozionale di due ipotetici amanti».

Una definizione che restituisce pienamente lo spirito della serata: due universi poetici che si incontrano senza perdere la propria identità e che, proprio attraverso il confronto, generano qualcosa di nuovo.

Fondamentale anche l'apporto di Francesco de Geronimo, che ha sottolineato uno degli aspetti più concreti e simbolici di Posaverso: la volontà di lasciare una traccia tangibile dell'esperienza vissuta.

«L'idea di Posaverso è proprio quella di lasciare una traccia, un segno, non soltanto nei nostri cuori e nelle emozioni che abbiamo vissuto, ma anche attraverso un oggetto fisico e materiale», ha spiegato de Geronimo. «Un oggetto che è la sintesi di queste emozioni attraverso l'unione di due elementi: quello fragile e tenero della ceramica, plasmato dalla mano dell'uomo, e quello rigido del ferro, che diventa contenitore dei versi che abbiamo ascoltato».

Il manufatto diventa così parte integrante della narrazione di Posaverso. Sul ferro vengono incise alcune delle parole ascoltate durante la serata, mentre la componente ceramica assume simbolicamente la forma di un grembo capace di accoglierle. «Questa sera ci siamo riempiti di parole che erano poesia», ha aggiunto de Geronimo, sintetizzando il senso di un'esperienza in cui la parola non resta astratta ma trova una propria dimensione fisica.

Sul valore culturale e filosofico dell'iniziativa si è soffermato Cosimo Annicchiarico, che insieme a Santagada e de Geronimo accompagna Posaverso fin dalla sua nascita.

«Da tre anni abbiamo messo su questo progetto. Io sviluppo la parte più filosofica, cercando di raccordare le arti che, come abbiamo visto anche questa sera, si sono integrate e succedute: soprattutto la poesia, poi la musica e il teatro, con qualche goccia di filosofia e, questa volta, anche di pedagogia».

Per Annicchiarico il ritorno a Casa Vestita possiede inoltre un significato particolare. «Siamo tornati qui, a Casa Vestita, un po' nell'Eden, a gustare il paradiso perduto e forse anche con l'anima siamo tornati nell'iperuranio per ammirare la bellezza, tutto ciò che di bello, di buono, di vero e di sacro esiste».

Un concetto che si lega anche alla presenza permanente del manufatto all'interno della struttura: «L'oggetto che viene riposto qui a Casa Vestita rappresenta anche una sacralizzazione della parola e della lingua. Per noi che abbiamo lavorato, preparato e vissuto tutti questi momenti è stata una serata di grande bellezza».

A fare da scenario all'appuntamento è stata ancora una volta Casa Vestita, luogo nel quale la storia della ceramica grottagliese, l'architettura e la natura creano un'atmosfera particolarmente adatta alla filosofia del progetto.

«Sono onorato di aver ospitato ancora una volta Posaverso a Casa Vestita – ha dichiarato Cosimo Vestita –. È un evento capace di dialogare perfettamente con l'identità di questo luogo, perché mette insieme cultura, bellezza, parola e materia. Vedere una partecipazione così numerosa e attenta è motivo di grande soddisfazione e conferma quanto il pubblico abbia bisogno di occasioni nelle quali l'arte riesca davvero a creare emozioni e condivisione».

La serata ha visto la lettura drammaturgica di Giovanni Di Lonardo ed Erika Grillo, con Giorgio Consoli per la lettura di extra versi. Il commento musicale è stato affidato a Carmine Fanigliulo, Vito Urgesi, Antonio Orlando e Michele Santoro, mentre Cosimo Annicchiarico ha curato anche il commento critico.

Particolarmente significativo il momento dedicato al manufatto Posaverso, con la donazione da parte di Francesca Vestita a Cosimo Vestita, ulteriore testimonianza di quella volontà di trasformare le emozioni e le parole della serata in una memoria destinata a rimanere.

Il successo di pubblico della terza edizione certifica così la crescita di un progetto che ha trovato una propria identità precisa. Posaverso non è soltanto poesia letta, ma poesia vissuta, capace di attraversare musica, teatro, filosofia e materia per arrivare al pubblico e, soprattutto, lasciare un segno.

Una serata sold out che si è chiusa lasciando proprio ciò che il progetto cerca fin dalla sua nascita: una traccia, nelle persone e nel luogo che l'ha accolta.

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