DI LAURO DOCET / IL SOLITO TARANTO DI FAVO: INCONCLUDENTE E PERDENTE

30.11.2014 21:47


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Mentre guardavo gli ultimi minuti della gara al "Viviani" di Potenza, il mio pensiero è andato agli altri 500 che come me si erano sobbarcati l'ennesima trasferta con la speranza di vedere un Taranto volitivo e concreto in una sfida che era un po' un esame di riparazione da cui uscire assolutamente con un risultato positivo.

I ragazzi, nel nostro settore, davano prova di un impagabile ardore nel sostenere una squadra che in campo tutto è tranne che un gruppo di cuor di leoni.
Perche' se indubbiamente, e ne sono certo il Taranto per almeno buona parte dei suoi componenti è composta da gente tecnicamente superiore alla media degli avversari è altrettanto vero che manca di quella cattiveria agonistica che fa la differenza in questa categoria. E' avvilente giocar meglio degli avversari e vedersi sotto di due reti perche' non si ha la giusta determinazione in zona gol, a prescindere dall'atavica mancanza di almeno altri due attaccanti di qualita'. Perche' se pensiamo che con una sola punta di qualita' le cose possano cambiare completamente stiamo prendendo un altro abbaglio clamoroso.
A mio avviso è arrivato soprattutto il momento di mettere in discussione il lavoro dell'allenatore, non tanto per il gioco espresso quanto per la  mentalita' vincente che non è  riuscito a trasmettere alla squadra. Obbrobri in fase di scelta degli uomini e di lettura delle partite hanno poi colmato la misura anche oggi quando ha deciso di schierare uno stralunato Iboyo, fino ad oggi impeccabile centrale, nel ruolo di terzino destro. Ha proposto nella gara piu' difficile un under, Tarallo, che non giocava da mesi ed ha tenuto fuori un Mignogna, giocatore che solo con lui in panchina non sta dando il meglio di se', e che una volta entrato ha praticamente da solo tenuto impegnato il Potenza, propiziando il gol finale di Marino.
Ma se dovessi elencare gli obbrobri di Favo da tanto tempo a questa parte ci sarebbe da riempire un intero blocchetto degli appunti e comunque seguendo a ritroso questa rubrica molti ne trovereste settimana dopo settimana. 
Ho la netta sensazione che ben presto l'allenatore di Napoli sia andato nel pallone dopo poche settimane dal suo arrivo a Taranto. Ha sempre mostrato un certo nervosismo, a volte alzando pure i toni con certe dichiarazioni non proprio simpatiche. Per allenare a Taranto c'è bisogno anche di una certa predisposizione a capire gli umori della piazza, un po' come fece Papagni lo scorso anno, che ricostrui' il morale di un'ambiente che era a pezzi dando la mentalita' giusta ad una squadra che, ricordiamocelo, lotto' col Matera senza l'ausilio di un mercato di riparazione che fece pendere la bilancia a favore del denaro di Colummella. 
Mi chiedo, per il bene del Taranto se non sia controproducente puntare ancora su questo allenatore o dargli la chance di far vedere il suo valore con una squadra rafforzata seriamente in sede di campagna acquisti. Montervino, col budget a disposizione credo abbia fatto solo l'errore, in questa rubrica ripetuto alla nausea sin dalla prima giornata, di non prendere un vero centravanti. Ma per tutto il resto ha portato giocatori importanti, soprattutto in difesa. Stara' a lui e al presidente, l'altra persona a cui va il mio pensiero per le delusioni che stiamo avendo e che non merita assolutamente, decidere se continuare o no con mister Favo.

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