DI LAURO DOCET / QUELLO CHE POTEVA E POTREBBE ESSERE...

18.07.2014 14:57


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La tifoseria è giustamente preoccupata per la crisi societaria non vedendo ancora una via d'uscita sicura quando siamo arrivati al 18 luglio e le squadre già si apprestano ad andare in ritiro. Ma come si è arrivato a tutto questo? Ho cercato di andare un pò indietro nel tempo in maniera da avere una visione d'insieme la più obiettiva possibile, analizzando sia pure col senno di poi gli errori fatti. L'anno scorso di questi tempi, magari un mesetto prima, sembrava farsi spazio tra i dirigenti l'idea di avere una continuità col lavoro fatto da Pettinicchio l'anno precedente. col bravo Pellegrini a puntellare una squadra che aveva comunque disputato un buon girone di ritorno. Tra i giocatori bloccati dal direttore generale un nome spiccava tra tutti e cioè quello di Danilo Alessandro, autore poi col Real Vicenza di 20 reti in serie C.  Era già stato bloccato Laboragine e pochi altri elementi di qualità senza fare spese folli, confermando l'impalcatura della stagione precedente. Ad un certo punto, la dirigenza, senza fare nomi, decise invece di cambiare rotta, affidando l'area tecnica a De Solda e Maiuri, dando il via ad una campagna acquisti particolarmente dispendiosa.

Se da un punto di vista economico sappiamo i problemi che ciò ha causato, io vorrei soffermarmi sui danni che a livello calcistico fece questa scelta. Con una squadra già affiatata ed un attacco che avrebbe compreso gente come Molinari, Alessandro, un altro centravanti di buon livello che sicuramente sarebbe arrivato ma senza spese folli, Laboragine, Fumai e Mignogna avremmo visto un calcio  sicuramente divertente. Non solo, ma  senza la pressione di vincere a tutti i costi che ha spezzato le gambe ai fenomeni di Maiuri ad inizio torneo chissà se, visto il livellamento verso il basso dello scorso campionato, non ne sarebbe potuta uscire una stagione persino vincente.
Quella voglia di avere tutto e subito tipico di una piazza schizofrenica come quella tarantina che a volte uccide per troppo amore, ha provocato enormi danni? Ebbene, no. Nessuno chiedeva lo squadrone lo scorso anno, molti erano rimasti ammirati dal girone di ritorno di Pettinicchio e i suoi ragazzi, molti chiedevano solo quello che Pellegrini stava facendo: rafforzare la squadra con pochi ma ottimi elementi.
Perchè andare indietro nel tempo, ricordare cose passate che non torneranno più? Per il semplice motivo che noi siamo il nostro passato e da questo dobbiamo ricevere insegnamenti per evitare il ripetersi di simili fatali errori.
Se la situazione attuale è ancora sanabile, come sento dire da alcune voci, occorre riprendere il cammino nel senso della continuità, perchè solo così è possibile costruire una squadra forte senza spendere fior di quattrini. 
E' passato inosservato in questi giorni il fatto che la Sambenedettese si sia assicurata le prestazioni del nostro D'angelo, forse l'acquisto in prospettiva più valido della scorsa stagione. Per chiarirvi meglio il concetto, ma le qualità di questo ragazzo non le avevate intraviste? Avere un giocatore del genere tra le proprie fila in un eventuale campionato prof. futuro, da solo sarebbe valso l'intero ammontare della massa debitoria del Taranto. Quindi, come potete ben capire non è importante chi mette i soldi in una società calcistica ma chi e come li spende. Chi è chiamato a gestire l'area tecnica rende una società fallimentare o seria e duratura.
Cercare giocatori di qualità non ancora affermatissimi, a basso costo, non gente alla frutta come Clemente, questo è il lavoro che dovrebbe fare un direttore sportivo. Gente che abbia voglia, che si mangi l'erba in campo, che abbia furore agonistico. Per non parlare di alcuni ragazzi tarantini veraci che probabilmente tornerebbero a Taranto rinunciando ad ingaggi elevati e se volete vi faccio i nomi. Voi non credete che gente come Pasquale Maiorino o lo stesso Nicola Russo verrebbe volentieri a giocare un campionato nella loro città? Non farebbero la differenza fra i dilettanti? 

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