DI LAURO DOCET / QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... IL TARANTO CROLLA?

11.01.2014 17:20


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Anche se il Taranto avesse vinto questa partita, dal momento che sull'uno a uno ha avuto un paio di occasioni per passare in vantaggio, sarebbe stata comunque da considerare la peggior  prestazione dell'anno, compreso il periodo di gestione Maiuri


 

E' ormai storia vecchia quella che abbiamo visto oggi a Taranto.  Si è ripetuta infatti la costante che ogni qual volta bisogna fare il salto di qualità giunge inaspettatamente la peggiore partita della stagione.
La diretta Rai, la possibilità di passare al primo posto in classifica, l'avversario che naviga nei bassifondi della classifica, invece di dare una marcia in più alla squadra hanno fatto l'effetto opposto.
Sono stati chiari sin dai primi minuti, nonostante un paio di tiri occasionali, i limiti di natura psicologica di una squadra attanagliata come ammesso dallo stesso Balistreri in sala stampa da una sorta di blocco dovuto all'importanza della posta in palio.
Se così fosse, Papagni sarà atteso da un duro lavoro non tanto tattico-tecnico, quanto mentale, dovendo inculcare nella squadra quella mentalità vincente senza cui non si va da nessuna parte.
Eppure un pò di autostima questi ragazzi avrebbero dovuta accumularla dopo tutti i risultati positivi degli ultimi tempi.
Non occorre certo essere dei maghi per fargli rivedere le partite e far  notare loro che tecnicamente sono un'ottima squadra e che devono giocare con più intelligenza e brillantezza, come si conviene a un campionato di infima categoria come questo.
Oggi, neanche la furbizia di procurarsi una punizione dal limite, dove potenzialmente saremmo pericolosissimi e soprattutto poche iniziative importanti da uomini che dovrebbero fare la differenza e che invece troppo spesso si accontentano del passaggino comodo all'indietro.
Esempio della giornata amara del Taranto la prestazione di Carloto, giocatore a cui ormai sono state date tutte le chance possibili per ergersi a protagonista e che invece continua a steccare tutte le partite in cui è chiamato in causa danneggiando anche il suo compagno di reparto Ciarcià che invece con Muwana accanto rende il doppio.
Che non sia l'anno buono per il brasiliano lo si vede anche dai particolari, tipo il clamoroso palo interno colpito con l'unica cosa buona fatta in 90 minuti e cioè un gran tiro dai 25 metri.
Risultati come questi maturano, oltre che per l'errore di un portiere appena maggiorenne, soprattutto per l'involuzione di giocatori d'attacco come Molinari e Clemente, talmente legnosi nei movimenti da non riuscire mai a rendersi pericolosi.
Per quanto riguarda loro un bagno di umiltà non  farebbe male, tanto che se io fossi nella società mi preoccuperei di mettere a disposizione dell'allenatore un attaccante  veloce tipo Cunzi, che garantirebbe gol e rapidità affianco a un Balistreri che sembra essere l'unico in avanti a regalare profondità e reti.
Oggi il Taranto ha mostrato un'altra lacuna e cioè quella di non avere un sostituto all'altezza di Viscuso sulla fascia destra, essendo un ruolo,  quello del primo dei 5 a destra che Vivacqua non ha assolutamente nelle sue corde.
Fino ad oggi il turn-over di Papagni aveva dato i suoi frutti, tuttavia togliere dalla partita gli autentici mattatori di Vico Ecquense e cioè lo stesso Balistreri e Muwana ha finito per inbebolire la squadra da un punto di vista agonistico, essendo i due atleticamente in forma straripante.
Ora occorre far quadrato intorno alla squadra, lasciar lavorare Papagni, non mettere in croce Marani ed affidarsi agli uomini più esperti come capitan Prosperi, oggi migliore in campo per i rossoblù.
Il mister ha ragione quando dice di avere un gruppo di seri professionisti alle sue dipendenze, ma dopo aver soppesato anche grazie a questa partita alcuni limiti nella rosa, perchè ostinarsi a non ricorrere a qualche piccolo aggiustamento in corsa?

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