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Le rivincite del calcio: l’anno di chi ha saputo rialzarsi

Dall’Inter a Di Francesco, dalla Roma ad Arteta: storie di cadute, delusioni e risposte vincenti in una stagione che ha ribaltato molti destini

25.05.2026 09:05


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C’è un filo che unisce alcune delle storie più belle di questa stagione calcistica: la capacità di trasformare una delusione in energia, una caduta in slancio, un’occasione persa in un nuovo punto di partenza. Perché il calcio, più di ogni altro sport, vive di memoria. E spesso chi soffre di più, quando torna a vincere, lo fa con una forza diversa.

L’esempio più evidente arriva dall’Inter. Dodici mesi fa il finale sembrava quasi crudele. Una stagione che poteva diventare leggendaria si era chiusa invece con due ferite profonde: da una parte lo scudetto sfumato all’ultima giornata per un solo punto contro il Napoli, dall’altra una finale di Champions League persa in maniera pesantissima contro il PSG. Una serata difficile da dimenticare. Eppure proprio da quella delusione è nata la reazione: quest’anno i nerazzurri hanno risposto sul campo riportando a casa il campionato e aggiungendo anche la Coppa Italia.

Tra le rivincite più umane c’è quella di Eusebio Di Francesco. Per due anni consecutivi aveva vissuto il lato più doloroso del calcio: retrocessioni maturate all’ultima giornata prima con il Venezia e poi con il Frosinone. Quest’anno, invece, alla guida del Lecce, è arrivata la liberazione: una salvezza conquistata resistendo fino alla fine. E il paradosso sportivo rende la storia ancora più affascinante: proprio Venezia e Frosinone, le sue ex squadre scese all'ultima curva nelle ultime due stagioni, sono tornate dalla Serie B alla Serie A proprio quest'anno.

Poi c’è la storia della Roma. Un anno fa il rimpianto era enorme: fuori dalla Champions League per un solo punto. Invece i giallorossi hanno costruito una rincorsa sorprendente e nel momento decisivo hanno trovato continuità, carattere e risultati. Nel rush finale sono riusciti a sorpassare Milan e Juventus, arrivando addirittura a chiudere al terzo posto.

In Europa una delle rivincite più simboliche parla italiano, anche se arriva dal Portogallo. Francesco Farioli aveva vissuto una delle beffe più clamorose della stagione precedente quando il suo Ajax si era fatto rimontare nelle ultime giornate dal PSV dopo aver accumulato un vantaggio importante. Quest’anno, sulla panchina del Porto, è arrivata una risposta netta: un campionato dominato e vinto con autorità.

Infine l’Arsenal di Mikel Arteta. Negli ultimi anni i Gunners erano andati sempre vicinissimi al titolo, vedendolo sfuggire proprio nel momento decisivo. Stavolta è stato diverso: primo posto mantenuto per larghi tratti della stagione, capacità di gestire la pressione e forza mentale nel superare anche una breve crisi di risultati. Il segnale più forte non è stato solo vincere, ma imparare finalmente a non crollare quando il traguardo era vicino.

Le rivincite non cancellano le sconfitte. Le rendono semplicemente parte del racconto. E forse è proprio questo che rende il calcio così potente: ogni stagione può essere il seguito di quella precedente. E a volte il finale cambia completamente.

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